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04 settembre 2026

Riabilitazione cardiorespiratoria: esercizi e fisioterapia anche al domicilio

La riabilitazione cardiorespiratoria integra esercizio fisico, fisioterapia, educazione terapeutica e monitoraggio clinico. Negli Istituti Maugeri il programma viene costruito sulle condizioni e sugli obiettivi della persona, per ridurre i sintomi, recuperare autonomia e migliorare la qualità di vita.

A cosa serve la riabilitazione cardiorespiratoria?

La riabilitazione cardiorespiratoria aiuta le persone con patologie cardiache o respiratorie a recuperare capacità fisica, a gestire meglio i sintomi e a tornare con maggiore sicurezza alle attività quotidiane. Non coincide con una semplice sequenza di esercizi: è un percorso personalizzato che associa valutazione clinica, allenamento, fisioterapia ed educazione alla gestione della malattia.

"L’obiettivo della riabilitazione cardiorespiratoria, in definitiva, è migliorare la qualità di vita del paziente -, spiega la dott.ssa Mara Paneroni, Coordinatrice Clinica e Scientifica del Personale della Riabilitazione dei Dipartimenti di Cardiologia e Pneumologia Maugeri -. Questo viene realizzato con programmi di esercizio fisico che mirano a ridurre la sensazione di mancanza di fiato e a migliorare la condizione fisica e muscolare del paziente».

Nella pneumologia riabilitativa, il lavoro può puntare a ridurre la dispnea, favorire la gestione delle secrezioni bronchiali e aumentare la tolleranza allo sforzo. Nella cardiologia riabilitativa, il recupero funzionale si accompagna al controllo clinico, alla corretta gestione della terapia e alla modifica dei fattori di rischio e degli stili di vita.

Chi può beneficiare della riabilitazione?

Il percorso può essere indicato in presenza di patologie croniche oppure dopo una fase acuta, un ricovero o un intervento. In ambito respiratorio riguarda, tra gli altri, pazienti con BPCO, asma, fibrosi polmonare, bronchiectasie o insufficienza respiratoria; può essere utile anche nelle patologie neuromuscolari con compromissione del respiro e necessità di adattamento alla ventilazione non invasiva.

In ambito cardiologico interessa persone con scompenso cardiaco, cardiopatia ischemica o reduci da infarto, angioplastica, bypass aortocoronarico e chirurgia valvolare. La sola diagnosi, tuttavia, non basta a definire il programma: contano la stabilità clinica, la gravità della compromissione, l’autonomia, la capacità di esercizio e gli obiettivi concordati con il team.

Quali esercizi e attività fisioterapiche comprende?

Gli esercizi di riabilitazione cardiorespiratoria vengono scelti dopo una valutazione iniziale e dosati sulle capacità della persona. Il programma può comprendere allenamento aerobico con cyclette o tapis roulant, lavoro con ergometro per gli arti superiori ed esercizi di forza per contrastare la debolezza muscolare. Intensità, durata e progressione vengono definite e monitorate dai professionisti.

"Il programma di riabilitazione viene individuato, individualizzato e personalizzato in base al paziente attraverso una serie di valutazioni che vengono eseguite all’ingresso", sottolinea Manuela Saleri, fisioterapista dell’IRCCS Maugeri Lumezzane. Le attività vengono poi selezionate e graduate sulla base di questa valutazione.

Per alcuni pazienti con problemi respiratori la fisioterapia comprende anche tecniche di disostruzione bronchiale, training respiratorio e supporto al corretto uso dei farmaci, dell’ossigenoterapia o della ventilazione prescritta. L’educazione terapeutica è parte integrante del percorso: serve a riconoscere i segnali di peggioramento, aderire alle cure e rendere più attivo il paziente nella gestione quotidiana della propria condizione.

Non esiste quindi una “ginnastica respiratoria” o cardiaca valida per tutti. Riprodurre esercizi senza una valutazione può essere inefficace o non adatto alle condizioni cliniche individuali, soprattutto dopo un evento acuto o in presenza di insufficienza cardiaca o respiratoria.

Come funziona la riabilitazione per insufficienza cardio-respiratoria?

Nell’insufficienza respiratoria, nello scompenso cardiaco o quando le due componenti coesistono, la riabilitazione parte dalla valutazione della severità della malattia e del grado di disfunzione fisica. "Non esiste un unico protocollo", precisa la dott.ssa Paneroni: il trattamento viene definito in relazione alle condizioni del paziente e agli obiettivi stabiliti dopo un’accurata valutazione.

Il monitoraggio può includere parametri come frequenza cardiaca, pressione arteriosa e saturazione di ossigeno, insieme alla risposta ai test di esercizio e alla valutazione della forza muscolare. I risultati guidano l’intensità del training e consentono di verificarne nel tempo sicurezza ed efficacia.

Il team riabilitativo interviene anche sul profilo di attività fisica quotidiana. Quando la persona si muove meno a causa della dispnea o della fatica, fisioterapisti e altri professionisti lavorano per incrementare gradualmente il movimento e favorire uno stile di vita più attivo, nei limiti definiti dalle condizioni cliniche.

Dall’ospedale al domicilio: continuità e teleriabilitazione

La riabilitazione cardiorespiratoria può svolgersi in ricovero, in regime ambulatoriale, al domicilio o tramite teleriabilitazione. La scelta dipende dalle condizioni cliniche e dalla fase del percorso: una persona inizialmente seguita in ospedale spesso può proseguire a casa con un programma e un monitoraggio definiti dal team.

"La teleriabilitazione si avvale della tecnologia per comunicare a distanza con il paziente e per fornire al domicilio esercizi o interventi educazionali", spiega la dott.ssa Paneroni. Anche in questo caso non esiste un protocollo standard: strumenti, frequenza dei contatti e attività vengono adattati alla severità della patologia, alla funzione fisica e agli obiettivi individuali.

Il filo conduttore resta la personalizzazione. Dalla valutazione iniziale al ritorno alle attività quotidiane, la fisioterapia cardiorespiratoria non chiede semplicemente al paziente di “fare movimento”, ma lo accompagna verso un livello di attività compatibile con la sua condizione, sostenibile nel tempo e integrato con le altre componenti della cura.

Istituti di cui si parla

I medici e ricercatori di cui si parla

Dott.ssa Mara Paneroni
Dott.ssa Mara Paneroni IRCCS Maugeri Lumezzane Coordinatrice in Cardiologia riabilitativa e Pneumologia riabilitativa, Senior Fisioterapista
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