Neurofisiopatologia, cresce la rete hub&spoke Maugeri

Con i primi due pazienti valutati all’ICS Torino, il 9 marzo scorso, la rete Hub&Spoke di Neurofisiopatologia della Maugeri ha aggiunto un altro “raggio”.

La Rete, partita nel gennaio 2020, ha così raggiunto quota 11 Istituti collegati: ICS Torino, IRCCS Veruno (No), IRCCS Tradate (Va), IRCCS Milano, IRCCS Pavia, IRCCS Montescano (Pv), IRCCS Lumezzane (Bs), ICS Genova, IRCCS Telese (Bn), IRCCS Bari e ICS Sciacca (Ag).

“Si tratta di una rete interna che mira a garantire l’attività diagnostica neurofisiologica in tutti gli Istituti”, spiega il suo ideatore, Michelangelo Buonocore, primario di Neurofisiopatologia a Pavia e a Montescano.  

L’hub ossia il perno della rete, come spiega Buonocore, “è di tipo funzionale, essendo costituito da un database centrale, un pool di medici ‘refertanti’ a distanza negli Istituti di Pavia e Montescano, una tecnica di Neurofisiopatologia coordinatrice, sempre a Pavia, e una seconda tecnica dell’Istituto pavese che si reca in alcuni istituti del Nord Italia, per eseguire materialmente gli esami, in base alle necessità clinico-organizzative”.

La refertazione a distanza avviene ordinariamente per Tradate e Nervi (elettromiografie, elettroencefalogrammi e potenziali evocati), nonché per Bari (solo elettroencefalogrammi), Torino (solo elettromiografie e potenziali evocati). In caso di assenza del medico refertante essa è inoltre disponibile anche per Veruno e Sciacca (solo elettroencefalogrammi), mentre è sempre possibile, per ogni necessità, tra Pavia e Montescano, reciprocamente.

In ogni caso è possibile sempre refertare a distanza, a richiesta, qualsiasi esame presente sul database centrale della rete.

“È in atto un processo di progressiva integrazione della rete con i sistemi A4H e Galileo (di gestione delle prestazioni, ndr)”, spiega Buonocore. Un’integrazione “accompagnata dall’introduzione della firma digitale, che in prospettiva dovrebbe essere operativa in tutti gli Istituti. L’obiettivo non è solo quello di velocizzare le operazioni e standardizzare le procedure, ma anche quello di migliorare la refertazione che potrà essere gestita dai sistemi informatici ospedalieri così come viene prodotta dalla macchina (includendo anche, per esempio, eventuali tracce dei segnali registrati). Tutto questo rappresenta”, conclude il primario, “ovviamente un bel passo avanti nella digitalizzazione delle procedure, nella riduzione al minimo della carta circolante e degli errori di trascrizione, nonché nell’interazione informatica tra apparecchiature diagnostiche e programmi amministrativo-gestionali”.

Il prossimo passo è inglobare nella rete anche l’IRCCS Castel Goffredo, in cui verrà spostato un elettromiografo attualmente operativo a Lumezzane.

 


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