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Fisioterapia cardiovascolare: il ruolo del fisioterapista nella riabilitazione cardiologica
Nel 2026, la Giornata Mondiale della Fisioterapia, che si celebra oggi, è dedicata alla prevenzione, gestione e riabilitazione delle malattie cardiovascolari e dell’ictus. Un’occasione per raccontare l’evoluzione della fisioterapia cardiovascolare e il ruolo sempre più centrale del fisioterapista nel percorso di cura.
La fisioterapia cardiovascolare è oggi una componente fondamentale della Cardiologia riabilitativa e preventiva. Non si limita al recupero fisico dopo un evento acuto, ma contribuisce alla prevenzione, al miglioramento della capacità funzionale, al recupero dell’autonomia e della qualità di vita delle persone con patologie cardiovascolari.
A spiegarne l’evoluzione è il dott. Antonio Mazza, coordinatore dei fisioterapisti della Cardiologia Riabilitativa dell’IRCCS Maugeri Pavia e Direttore delle attività didattiche del Corso di Laurea in Fisioterapia dell’Università di Pavia.
La Giornata Mondiale della Fisioterapia 2026
Il ruolo della fisioterapia e dell’attività fisica nella prevenzione, gestione e riabilitazione delle malattie cardiovascolari e dell’ictus sono al centro della Giornata Mondiale. Come spiega il dott. Mazza "la fisioterapia cardiovascolare rappresenta oggi una componente fondamentale della Cardiologia Riabilitativa e Preventiva, all’interno di un modello multidisciplinare che integra competenze mediche, riabilitative, infermieristiche, psicologiche e nutrizionali".
Le malattie cardiovascolari richiedono sempre più percorsi di presa in carico continuativi e personalizzati, nei quali il fisioterapista lavora insieme a cardiologi, infermieri, psicologi, nutrizionisti e agli altri professionisti della riabilitazione.
Le nuove Linee Guida ESC sulla riabilitazione cardiologica
Un passaggio particolarmente importante è arrivato il 28 agosto 2026, con la pubblicazione delle prime Linee Guida della European Society of Cardiology (ESC) dedicate specificamente alla riabilitazione cardiologica. Il documento definisce in modo organico indicazioni, composizione del team, componenti dei programmi riabilitativi, modalità di erogazione, obiettivi e valutazione degli outcome.
"Le 2026 ESC Guidelines on Cardiac Rehabilitation sono particolarmente rilevanti per i fisioterapisti perché, per la prima volta, l’ESC dedica un documento specifico alla riabilitazione cardiologica e ne definisce in modo organico team, valutazione, esercizio, obiettivi, modalità di erogazione e valutazione degli outcome", precisa il fisioterapista.
La novità, quindi, non riguarda semplicemente l'introduzione di nuovi esercizi. È soprattutto un cambiamento di paradigma: la riabilitazione cardiologica viene considerata come un percorso personalizzato, multidimensionale, misurabile e adattabile alle diverse modalità di erogazione.
Il ruolo del fisioterapista dopo l’evento acuto
In questo nuovo modello, il fisioterapista cardiovascolare assume un ruolo che va ben oltre il recupero della funzione fisica.
Attraverso programmi di esercizio terapeutico personalizzato, contribuisce a migliorare la capacità di svolgere le attività quotidiane, favorisce il recupero dell’autonomia e accompagna il paziente verso uno stile di vita più attivo.
La fisioterapia può inoltre avere un ruolo nella prevenzione cardiovascolare, aiutando le persone a mantenere nel tempo i risultati raggiunti durante la riabilitazione e a integrare l’attività fisica nella propria quotidianità.
Il percorso diventa quindi personalizzato e multidimensionale, con obiettivi che non riguardano soltanto la prestazione fisica, ma la persona nel suo complesso.
Una riabilitazione sempre più personalizzata e misurabile
Uno degli aspetti più significativi delle nuove Linee Guida ESC è l’attenzione alla valutazione degli outcome, cioè alla misurazione dei risultati ottenuti dal percorso riabilitativo.
Questo significa passare da una riabilitazione centrata esclusivamente sull’esercizio a un modello nel quale vengono valutati diversi aspetti della salute e del funzionamento della persona.
Il punto di partenza non è semplicemente decidere “quanto esercizio fare”, ma effettuare una valutazione medica, funzionale, psicosociale e relativa allo stile di vita, sulla quale costruire un programma individualizzato.
Per il fisioterapista questo significa, in pratica, maggiore attenzione a capacità funzionale, tolleranza allo sforzo, risposta cardiovascolare all'esercizio, forza e capacità muscolare, fragilità e comorbidità, livello di attività fisica e comportamento sedentario, obiettivi individuali del paziente.
Anche le modalità di erogazione possono essere flessibili, in funzione delle caratteristiche e delle necessità della persona, mantenendo al centro la sicurezza, la personalizzazione e l’efficacia dell’intervento.
Le Linee Guida dedicano un intero capitolo anche a telehealth, telemedicine e mobile health, comprendendo anche applicazioni, dispositivi wearable, sistemi di supporto alle decisioni cliniche, dispositivi impiantabili e sensori.
"Non significa che la palestra venga sostituita dalla tecnologia. Significa piuttosto che il fisioterapista dovrà sempre più confrontarsi con monitoraggio a distanza, wearable e modalità ibride di riabilitazione", precisa Mazza.
Nuove frontiere della riabilitazione per mettere la persona al centro
"La Giornata Mondiale della Fisioterapia rappresenta quindi un momento per riconoscere il valore di una professione che, attraverso competenze specialistiche, ricerca e lavoro di équipe, contribuisce ogni giorno all’evoluzione della riabilitazione cardiovascolare", conclude il dott. Mazza -. Dalla tradizione pionieristica alle nuove frontiere della riabilitazione: la fisioterapia cardiovascolare è oggi una componente essenziale di un percorso di cura sempre più integrato e centrato sulla persona"