ICS Maugeri S.p.A.: il pneumologo Ceriana racconta a La Stampa la sua esperienza nella lotta contro il Covid19

Piero Ceriana, primario pneumologo presso ICS Maugeri S.p.A., ha raccontato in un’intervista rilasciata a “La Stampa” la sua lotta contro il Covid-19, sia in qualità di dottore che come chi ha vissuto direttamente la malattia, che lo ha colpito il 17 aprile, in piena prima ondata. Della sua esperienza, in realtà, il prof. Ceriana non ha voluto parlare più di tanto, soffermandosi soprattutto su quei pazienti stremati che ha aiutato a riaffacciarsi alla vita dopo i giorni bui della terapia intensiva. Quelli raccontati sono giorni difficili, nei quali chi “si stabilizzava doveva lasciare il letto a un altro in pericolo di vita. Ho visto tanti di loro tracheostomizzati, perché purtroppo è quello che bisogna fare dopo 15 giorni di intubazione. Noi abbiamo avuto il compito di svezzarli, riabituarli alla respirazione normale”.

Facendo una similitudine con i naufraghi su un’isola deserta, il dottor Ceriana prosegue con la sua esperienza diretta, aggiungendo come alcuni dei pazienti “dopo giorni e giorni di sedazione profonda cadono in una condizione di delirio, in uno stato di agitazione incontenibile. Si strappano il pigiama, ho visto più di uno lanciarsi dal letto”. Persino una volta negativizzati devono essere seguiti nell’ambulatorio di pneumologia riabilitativa perché, anche senza virus, chi ha vissuto la malattia nella sua forma più aggressiva continua “ad avere una montagna di problemi”.

Alcuni hanno bisogno di ossigeno, altri accusano danni neurologici ai muscoli delle gambe. “C’è gente che sente mancarsi le forze anche a fare un po’ di scale”, sottolinea il primario pneumologo presso ICS Maugeri S.p.A. Problemi cardiaci, renali e di trombosi venosa: l’ambulatorio offre un percorso di controlli per chiunque continui a soffrire di questi sintomi. Tac, radiografie al torace, spirometrie per vedere se è intatto lo scambio di ossigeno tra i polmoni. “Facciamo anche test del cammino con il saturimetro e dopo sei minuti di passo veloce ho visto il valore della saturazione di ossigeno scendere anche sotto il 90%”. La cosa che fa più pensare, continua Ceriana, “è quando vedi persone che dopo essere passate per il delirio da post intensiva perdono parte delle capacità cognitive. Dai test che facciamo si vede che hanno meno capacità mnemonica e di apprendimento”. Oltre a questo, la mente può essere intaccata anche dai fantasmi di una malattia che “ti resta appiccicata addosso sotto forma di depressione e angoscia, paura persino a uscire da soli”. Patologie che richiedono una cura sul lungo periodo, forse per sempre. Quando si continua a mettere in contrapposizione la ragioni della salute a quelle dell’economia, bisogna ricordarsi anche di questo.

Ed è lo stesso Piero Ceriana a farlo capire: “Quando incrocio quegli sguardi ancora impauriti e angosciati da un corpo che non risponde più come prima, da uomo, prima ancora che da medico, penso che non sarà un diluvio universale ma questa è comunque una lezione che la natura ci ha impartito per ricordarci che davanti a lei restiamo pur sempre piccoli”.