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29 luglio 2026

Tumore del polmone: conoscere la malattia può favorire diagnosi precoci

Le specialità di cui si parla

Il tumore del polmone rappresenta la principale causa di morte per cancro a livello globale. Ogni anno vengono diagnosticati circa 2,2 milioni di nuovi casi. In Italia, il rischio di sviluppare la malattia nel corso della vita interessa circa 1 uomo su 10 e 1 donna su 35.

Negli ultimi anni, grazie ai progressi della ricerca scientifica, di nuove tecniche diagnostiche e di terapie innovative, le prospettive di cura sono notevolmente migliorate. In molti casi la diagnosi precoce continua a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per aumentare le possibilità di trattamento.

La Giornata Mondiale del tumore del polmone è un’occasione per ricordare quanto sia importante non sottovalutare i sintomi respiratori persistenti, adottare stili di vita sani e aderire ai programmi di screening quando indicati.

Approfondisce il tema la prof.ssa Laura Locati, primario di Oncologia Medica all’IRCCS Maugeri Pavia, che ricorda l’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e la presenza di percorsi di cura sempre più personalizzati.

Cos'è il tumore del polmone

Il tumore del polmone comprende diverse forme di neoplasia. La più frequente è il tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC), che rappresenta circa l'85% dei casi. Il restante 10-15% è costituito dal tumore polmonare a piccole cellule (SCLC o microcitoma), che in genere è caratterizzato da una crescita più rapida e spesso risulta operabile al momento della diagnosi,

Quali sono i sintomi del tumore del polmone?

Nelle fasi iniziali il tumore del polmone può non manifestarsi o si manifesta con disturbi molto generici. Per questo motivo soltanto una piccola percentuale dei casi viene diagnosticata quando la malattia è ancora in fase iniziale.

I principali sintomi da non sottovalutare sono:

  • tosse persistente, secca o con catarro;
  • dolore al torace, talvolta irradiato alla spalla o al braccio;
  • sangue nell'espettorato (emoftoe);
  • difficoltà respiratoria o mancanza di fiato;
  • bronchiti o polmoniti ricorrenti;
  • raucedine persistente;
  • stanchezza marcata;
  • perdita di appetito e dimagrimento involontario.

La presenza di uno o più di questi sintomi non significa necessariamente avere un tumore del polmone, ma è importante rivolgersi al proprio medico per gli opportuni approfondimenti.

Il fumo, principale fattore di rischio

Il principale fattore di rischio per il tumore del polmone è il fumo di sigaretta, responsabile della maggior parte dei casi. Per questo motivo smettere di fumare rappresenta la più efficace forma di prevenzione.

Per questo sono stati introdotti negli anni il divieto di fumare nei luoghi pubblici (dal 2005), campagne di sensibilizzazione condotte dal ministero della Salute, dalle società scientifiche e dalle associazioni per i pazienti.

Accanto alla prevenzione primaria, oggi assume un ruolo sempre più importante anche la diagnosi precoce nelle persone considerate ad alto rischio.

Screening e diagnosi precoce

Numerosi studi hanno dimostrato che la TC del torace a bassa dose (Low Dose CT - LDCT), eseguita nei soggetti tra i 55 e i 75 anni fumatori o ex fumatori che hanno smesso da meno di 15 anni, consente di ridurre di circa il 20% la mortalità per tumore del polmone rispetto alla radiografia tradizionale del torace.

Per questo motivo sono stati sviluppati programmi di screening rivolti alle persone a maggior rischio, con l'obiettivo di individuare la malattia quando è ancora in fase iniziale.

Come si arriva alla diagnosi di tumore del polmone

In presenza di sintomi sospetti, il medico può prescrivere una radiografia o una TC del torace.

Se viene individuata una lesione sospetta, la diagnosi viene confermata attraverso una biopsia, che può essere eseguita mediante broncoscopia, ago-biopsia polmonare guidata dalla TC oppure biopsia endobronchiale eco-guidata (EBUS).

L'esame istologico permette di identificare il tipo di tumore, mentre TC total body e PET-TC consentono di definirne l'estensione e lo stadio.

Oggi il percorso diagnostico comprende anche le analisi molecolari, fondamentali per individuare eventuali alterazioni genetiche, come le mutazioni dei geni EGFR, ALK, ROS1, BRAF, RET e KRAS G12C, che possono rendere il paziente candidato a terapie mirate.

Terapie sempre più personalizzate

La scelta della terapia dipende dal tipo di tumore, dallo stadio della malattia, dalle caratteristiche molecolari e dalle condizioni cliniche della persona.

Le principali opzioni terapeutiche comprendono chirurgia, radioterapia, chemioterapia, immunoterapia e terapie a bersaglio molecolare.

Negli ultimi anni proprio le target therapy e l'immunoterapia hanno cambiato il decorso della malattia in molti pazienti, rendendo possibile un approccio sempre più personalizzato.

La presa in carico multidisciplinare

Il trattamento del tumore del polmone richiede competenze diverse: per questo il paziente viene in genere seguito da un'équipe multidisciplinare composta da pneumologi, oncologi, chirurghi toracici, radioterapisti, radiologi, anatomopatologi, biologi molecolari e psico-oncologi, affiancati, quando necessario, da infermieri specializzati, fisioterapisti, dietisti, assistenti sociali e medici palliativisti.

Questo approccio consente di definire un percorso di cura personalizzato, offrendo non solo le migliori strategie terapeutiche disponibili, ma anche un'assistenza completa durante tutte le fasi della malattia.

Istituti di cui si parla

IRCCS Maugeri Pavia

via Salvatore Maugeri, 10 - 27100 Pavia (PV) Oncologia
Prenotazioni

I medici e ricercatori di cui si parla

Prof.ssa Laura Deborah Locati
Prof.ssa Laura Deborah Locati IRCCS Maugeri Pavia Primario, Responsabile Lab. Ricerca Oncologo
Dott.ssa Cristina Maria Teragni IRCCS Maugeri Pavia Oncologo
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