Le tecnologia a supporto della fragilità

Così l’innovazione arriva in soccorso della nostra saluteA Genova, il 4 marzo, la nuova frontiera della ricerca raccontata dagli scienziati ai cittadini

 

Dalla robotica ai Big Data, dagli esoscheletri ai chip sottopelle: l’innovazione tecnologica in campo biomedico propone, ogni giorno, soluzioni nuove e sempre più personalizzate al nostro bisogno di cura.

A Genova, in occasione del workshop che vede la  partecipazione della World Federation of NeuroRehabilitation – WFNR, la società scientifica internazionale di neuroriabilitazione,  e che si svolgerà il 5 marzo al Centro Congressi dell’Ospedale San Martino, sul tema Innovation in Rehabilitation Technologies (L’innovazione nelle tecnologie riabilitative), l’ICS Maugeri Genova, il DIBRIS dell’Università genovese e il Polo Ligure delle Scienze della Vita hanno voluto organizzare, per la vigilia, un incontro di divulgazione aperto alla cittadinanza e al mondo delle associazioni.

Lunedi 4 Marzo, alle 17.30, a Palazzo della Meridiana nel Salone del Cambiaso (Salita S. Francesco 4), sollecitati dal giornalista Federico Mereta sul tema “Le tecnologie a supporto della fragilità”, interverranno due studiosi di aree molto diverse: la filosofa Sara Rubinelli, professore di Comunicazione sanitaria all’Università di Lucerna, e il bio-ingegnere Silvestro Micera, docente di Neuro-ingegneria alla Scuola Superiore S. Anna di Pisa.

Rubinelli tratterà delle malattie croniche e di come la vita dei pazienti richieda un forte self-management, ossia una piena avvertenza di chi ne è affetto, e una frequente relazione col sistema sanitario, necessità cui la tecnologia può offrire risposta.

Micera spiegherà invece come la neuroingegneria, ossia l’incrociarsi di micro- e nanotecnologie, di ingegneria elettronica, meccanica e informatica, con le neuroscienze cellulari, molecolari e cognitive, stia aprendo scenari del tutto nuovi nel trattamento di patologie che, ancora solo pochi anni fa, azzeravano alcune funzioni umane, da quelle cognitive a quelle tattili, di locomozione, fino a quelle autonome, come la produzione di insulina.

 “In occasione di questo importante raduno internazionale di studiosi da tutto il mondo”, spiega Caterina Pistarini, direttore dell’ICS Maugeri Genova, neurologa, past president della Società Italiana di Riabilitazione neurologica SIRN, e componente del Presidium WFNR, “abbiamo voluto creare un momento di divulgazione per la cittadinanza. L’innovazione in campo biomedico costituisce infatti, - soprattutto in Liguria e a Genova, con la presenza di realtà di ricerca prestigiose, come l’Ateneo,  l’IIT e il raccordo con il mondo delle imprese rappresentato dal Polo Ligure delle Scienze della vita - un patrimonio di conoscenze che richiede di essere comunicato ai cittadini, favorendo una riflessione pubblica, in un momento in cui, specialmente, in campo medico, l’accesso illimitato alle informazioni rischia di diventare in molti casi fonte di confusione per un sistema sociale, che vuole invece sviluppare una cultura per la salute di tutti”.

“Queste iniziative”, spiega Vittorio Sanguineti, professore di bioingegneria presso l’ateneo genovese e presidente del comitato tecnico-scientifico del Polo Ligure delle Scienze della Vita, “intendono radunare ricercatori, clinici, ingegneri e imprenditori interessati all’innovazione in ambito riabilitativo. Servono competenze e approcci diversi per sviluppare soluzioni sempre più efficaci e personalizzate. La Liguria può avere un ruolo trainante in questo ambito, per la presenza di eccellenze nella ricerca e per le sue caratteristiche demografiche, che ne fanno un laboratorio naturale per la sperimentazione di tecnologie e dispositivi a supporto delle condizioni croniche, soprattutto quelle legate all’invecchiamento.”

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