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03 marzo 2026

Obesità, nuove terapie e presa in carico multidisciplinare in 5 step

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Obesità:  diffusione e cause

In Italia quasi 6 milioni di persone convivono con l’obesità e oltre il 46% della popolazione è in eccesso di peso: una vera emergenza sociale, aggravata dalla crescita del fenomeno tra i più giovani. In occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità del 4 marzo, gli esperti dell’IRCCS Maugeri Pavia illustrano i 5 step del PIM - Percorso Integrato Metabolico di Maugeri, il modello multidisciplinare che affianca il paziente dalla diagnosi al follow-up.

Tra i giovani e i giovanissimi l’obesità, e soprattutto lo stigma ad essa associato, è un problema sempre più sentito e diffuso. Questo a causa di mancata attenzione alla malattia, della vergogna provata, della presenza di problematiche come disturbi d’ansia o depressione associati o conseguenti che non vengono trattati adeguatamente e in tempo”, commenta il dott. Matteo Manuelli, specialista in Scienza dell'Alimentazione che segue il PIM, Percorso Integrato Metabolico attivo all’IRCCS Maugeri Pavia – Questo avviene anche a causa dei social network, che impongono modelli irraggiungibili, che  colpevolizzano obesità e sovrappeso e propongono diete poco efficaci. Per questo lo stigma associato alla malattia è molto presente e difficile da affrontare”.

Cos'è l'obesità e come si può affrontare?

L'obesità è una malattia cronica, multifattoriale e recidivante che richiede competenze specifiche e un approccio integrato e continuativo. Il dott. Manuelli spiega che “limitarsi a interventi isolati o a indicazioni generiche sul dimagrimento non è sufficiente. Nella nostra esperienza all’IRCCS Maugeri Pavia con il Percorso Integrato Metabolico (PIM) osserviamo un aumento della richiesta di presa in carico, con pazienti di tutte le età, anche giovanissimi ma con già una storia di ripetuti tentativi di dimagrimento e comorbidità”. Molti pazienti, accanto a sindrome metabolica, diabete di tipo 2, dislipidemie e ipertensione, presentano anche difficoltà legate al rapporto con il cibo, allo stress, alla percezione dell’immagine corporea. Per questo occorre un approccio personalizzato che coniughi alimentazione, attività fisica, supporto psicologico e gestione delle comorbidità metaboliche, che lavori sul coinvolgimento del paziente e che fornisca supporto anche nel follow up, che è la fase in cui più facilmente il paziente può cadere in una recidiva. Le terapie farmacologiche, oggi sempre più diffuse, e la chirurgia bariatrica sono strumenti importanti, indicati in specifiche condizioni cliniche, che possono facilitare il percorso ma che funzionano al meglio quando sono inseriti in un programma strutturato e multidisciplinare come il PIM.

Insieme al kinesiologo e dietista dell’IRCCS Maugeri Pavia, dott. Fabrizio Belloni, il dott. Manuelli spiega i 5 step fondamentali all’interno del Percorso Integrato Metabolico.

“Parlare di obesità significa parlare di salute a 360 gradi - approfondisce il dott. Manuelli -. È fondamentale costruire percorsi multidisciplinari in cui il paziente venga seguito nel tempo da un team composto da medici, dietologi, psicologi e specialisti delle patologie.

Il modello del PIM – Percorso Integrato Metabolico di Maugeri

1. Una dieta mirata e concordata con il medico specializzato in Scienze dell’Alimentazione

Educare a un’alimentazione sana consente di sviluppare una concreta consapevolezza degli effetti che il cibo ha sul corpo in termini di salute fisica, mentale ed emotiva. Favorire migliori abitudini alimentari, leggere con attenzione le etichette, imparare a riconoscere i segnali di fame e sazietà: tutto ciò rende ogni individuo protagonista attivo del proprio benessere, se ben supportato da una dieta personalizzata - dice il dott. Manuelli -. Avere un piano alimentare costruito su misura permette di ottenere risultati reali e duraturi: si migliora la digestione, aumenta l’energia, si mantiene un peso equilibrato, si sostiene l’umore, si previene l’insorgere di malattie cronico-degenerative”.

 2. La terapia farmacologica

Nei percorsi del PIM, quando previsto, è possibile integrare la terapia farmacologica con semaglutide o tirzepatide. Questi farmaci agiscono su diverse funzioni dell’organismo: aiutano a ridurre l’appetito, facilitano il controllo delle porzioni e la riduzione degli spuntini, hanno azione insulino-sensibilizzante e favoriscono la perdita di peso in combinazione con alimentazione equilibrata e attività fisica.

La terapia farmacologica che può accompagnare il percorso integrato viene sempre monitorata dal medico, per assicurare sicurezza ed efficacia”, conferma Manuelli.

 3. Il percorso psicologico per vincere stigma e patologie psicologiche pregresse

La consulenza psicologica, presente nel percorso “nutrizionale e psicologico” del PIM, rileva invece le dinamiche psicologiche alla base delle abitudini e delle condotte alimentari disfunzionali: spesso il ricorso al cibo rappresenta una strategia di gestione emotiva. “È importante rilevare quali siano le motivazioni che conducono la persona ad aderire ad un programma metabolico – sottolinea il dott. Manuelli -. Talvolta si rende necessario intervenire su di esse per sostenere le difficoltà correlate al cambiamento delle abitudini alimentari. Un percorso psicologico può aiutare a comprendere i meccanismi alla base delle difficoltà nel dimagrimento, gestire le emozioni senza ricorrere al cibo e rafforzare la motivazione al cambiamento”.

 4. L’attività fisica con l’esperto kinesiologo per il recupero e il mantenimento della forma fisica

“Il kinesiologo, grazie a una valutazione della situazione iniziale, delle comorbilità e delle barriere motorie, si occupa di fornire protocolli di movimento personalizzati per integrare il percorso nutrizionale, che garantiscano progressione controllata e riducano il rischio di abbandono al percorso di cura. Solo così possiamo garantire risultati duraturi e ridurre l’impatto della malattia sul Servizio Sanitario Nazionale”, spiega il dott. Belloni. L’attività viene svolta nelle palestre dell’IRCCS Maugeri Pavia e integrata con esercizi da svolgere a casa. Molti pazienti obesi arrivano al PIM con uno stile di vita sedentario, spesso imposto da lavori d'ufficio e aggravato da abitudini scorrette, causa di dolori a schiena, collo e articolazioni. Migliorando questi fastidi, il paziente si sente più energico, si muove spontaneamente di più e rafforza il benessere psicologico.

 5. Governance e complicanze: perché serve una presa in carico strutturata

“Il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica da parte dell’Italia rappresenta un passo fondamentale perché sposta l’attenzione dalla responsabilità individuale alla necessità di una presa in carico strutturata – conclude il dott. Manuelli -. Significa programmare percorsi di cura continuativi, multidisciplinari e accessibili, investendo in prevenzione, diagnosi precoce e trattamenti integrati. Senza dimenticare l’importanza di una comunicazione corretta e realistica, cercando di evitare sia la banalizzazione del problema sia le aspettative irrealistiche legate a soluzioni rapide, promuovendo invece percorsi sostenibili nel tempo. Nel lungo periodo questo approccio può ridurre il peso delle complicanze come il diabete, le malattie cardiovascolari e alcune forme di tumore, che oggi rappresentano una parte significativa dei costi sanitari. Nel caso queste si presentino, all’IRCCS Maugeri Pavia possiamo integrare il percorso con il supporto di medici esperti in Cardiologia, Medicina del Sonno, Pneumologia, Riabilitazione neuromuscolare”.

Istituti di cui si parla

I medici e ricercatori di cui si parla

Prof.ssa Hellas Cena
Prof.ssa Hellas Cena IRCCS Maugeri Pavia Responsabile Lab. Ricerca Dietologo
Dott. Matteo Manuelli
Dott. Matteo Manuelli IRCCS Maugeri Pavia, Poliambulatorio Maugeri Milano - largo Augusto Nutrizionista, Dietologo
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