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10 marzo 2026

Analgesici per alleviare il dolore? Non sempre! Ne parla il Dott. Buonocore

Le patologie di cui si parla
Le specialità di cui si parla

Dolore e antidolorifici: ne parlerà il Dott. Michelangelo Buonocore, specialista in Neurofisiologia clinica ed esperto in Fisiopatologia del dolore, già Primario agli IRCCS Maugeri Pavia e Montescano, durante un incontro, patrocinato da Maugeri, in programma mercoledì 18 marzo alle 21 al Collegio Fraccaro, piazza Leonardo da Vinci a Pavia.

Perché proviamo dolore?

 “Che il dolore sia importante è dimostrato anche dal fatto che da sempre è un compagno fedele dell'uomo nel corso dell'evoluzione, segnalando situazioni pericolose  in periodi storici dove la medicina non era stata ancora inventata – spiega il Dott. Buonocore -. La prima funzione fisiologica protettiva del dolore è identificabile nella capacità di capire se l'azione che stiamo facendo, o che abbiamo appena fatto, come per esempio camminare a piedi nudi su una superfice tagliente, può essere nociva per l'organismo. Questo permette di memorizzare l'evento per non ripetere la stessa azione in futuro. La seconda funzione fondamentale del dolore è facilitare la guarigione di lesioni già avvenute, segnalando, sempre allo scopo di evitarne la ripetizione, quelle azioni e quei comportamenti che sollecitano eccessivamente la parte lesionata. In altri termini, in base a questa funzione fisiologica del dolore, se per esempio si ha una patologia dolorosa articolare e si sovraccarica l'articolazione malata, il dolore obbliga a fermarsi, evitando il peggioramento del danno e il ritardo nella guarigione”.

Gli analgesici sono sempre un rimedio al dolore?

 “Ci sono sicuramente situazioni in cui avvertire dolore è assolutamente inutile. Ne sono esempi il dolore di fine vita, il dolore operatorio, il dolore post operatorio o anche il dolore da parto. Altri esempi sono rappresentati da forme intense di cefalea, dal mal di denti, dalla  nevralgia trigeminale, dal dolore da herpes zoster (fuoco di Sant'Antonio) Tutti questi dolori vanno sicuramente trattati senza esitazioni e nel miglior modo possibile per ridurre l'inutile sofferenza del malato. – prosegue  Dott. Buonocore -. Esistono però dolori utili al mantenimento dell'integrità corporea e in alcuni casi alla sopravvivenza.  Questo concetto di dolore fisiologico è molto poco conosciuto nella popolazione generale e viene spesso scotomizzato in ambito sanitario”.

Quanto spesso si ricorre agli analgesici per il dolore?

“La società moderna richiede sempre più analgesia, nonostante la vita dei giorni nostri ci esponga a un rischio di patologie in grado di dare dolore nettamente inferiore rispetto al passato, soprattutto se si considerano le patologie traumatiche. Nonostante la minore probabilità di avvertire dolore, la cultura dell'utilizzo di farmaci analgesici alla prima insorgenza del dolore o addirittura per prevenirne la comparsa è sempre più diffusa. Raramente si considera il fatto che eliminare completamente il dolore potrebbe non portare necessariamente a una migliore condizione. I

Il Dott. Buonocore approfondisce: “Un esempio dell'utilità di avvertire dolore in termini di sopravvivenza è rappresentata dall'infarto miocardico. Oggi molte persone prevengono un infarto perché avvertono un dolore al petto durante un lieve sforzo. Quel dolore rappresenta un campanello d'allarme che porta il paziente dal medico, alla diagnosi di stenosi dell'arteria coronarica, alla risoluzione del problema con un impianto di un piccolo dispositivo che tiene dilatata l'arteria malata e garantisce la corretta ossigenazione del cuore.  Nell'impossibilità di avvertire dolore il problema cardiaco si manifesterebbe solo quando, avvenuto l'infarto,  il cuore non è più in grado di pompare il sangue, con gravi ripercussioni per la persona, spesso mortali”.

Quando si rischia di peggiorare il dolore?

 “Un utilizzo improprio di un farmaco analgesico induce un sollievo solo transitorio per poi peggiorare la situazione a medio e lungo termine. Quando si ha un’articolazione dolente, se si utilizza un analgesico e, grazie al suo effetto antidolorifico, si rischia di caricare l'articolazione oltre il dovuto e durante il periodo in cui l'analgesico agisce non si riceve alcun messaggio del sovraccarico in atto. Così, al termine dell'effetto dell' analgesico, ci si ritrova con un peggioramento della lesione articolare e, non meno importante, con una prospettiva di ritardata guarigione”, conclude lo specialista.

Istituti di cui si parla

IRCCS Maugeri Pavia

via Salvatore Maugeri, 10 - 27100 Pavia (PV) Neurologia
Prenotazioni

IRCCS Maugeri Montescano

via per Montescano, 35 - 27040 Montescano (PV) Neurofisiologia
Prenotazioni

I medici e ricercatori di cui si parla

Dott. Michelangelo Buonocore
Dott. Michelangelo Buonocore IRCCS Maugeri Pavia, IRCCS Maugeri Montescano Responsabile Lab. Ricerca Neurofisiologo
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