Tumore della vescica

Il Tumore (neoplasia) della vescica nasce dalla trasformazione maligna delle cellule che rivestono la superficie interna dell’organo, che ha il compito di raccogliere l’urina filtrata dai reni. Esistono diversi tipi di tumori della vescica: il carcinoma a cellule di transizione, il più diffuso, il carcinoma squamoso primitivo e l’adenocarcinoma, meno frequenti.

Il Tumore della vescica colpisce maggiormente gli uomini, raramente si presenta prima dei 40 anni. Il fumo di sigaretta è considerato tra le prime cause della malattia, per via delle sostanze chimiche che si accumulano nella vescica dei fumatori. Altri fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare il tumore della vescica sono: l’esposizione a sostanze chimiche in alcuni ambienti professionali (specie  coloranti, gomme, tessili, vernici, cuoio), a radiazioni (radioterapia), l’assunzione di alcuni farmaci utilizzati nella chemioterapia (come la ciclofosfamide), infiammazioni croniche della vescica, infezioni urinarie, infezioni parassitarie tipiche dell’Africa, dell’Asia e del Sud America (schistosomiasi urinaria), familiarità.

La maggior parte delle neoplasie vescicali si presenta con  sangue nell’urina (ematuria) o bruciori urinari e minzione frequente. Nelle forme più avanzate compare dolore localizzato alla zona pelvica o al fianco.

È importante una diagnosi precoce. Gli esami che vengono effettuati sono: l’ecografia dell’apparato urinario, un esame citologico per la ricerca di cellule tumorali di origine vescicale), la cistoscopia, l’urografia combinata con tomografia computerizzata e risonanza magnetica. La tomografia a emissione di positroni (PET) e la scintigrafia ossea vengono eseguite per accertarsi che non vi sia estensione del tumore in altri organi.

L’efficacia delle terapie dipende dallo stadio del tumore, dall’età e dallo stato di salute generale del paziente. Tra le varie opzioni, l’instillazione endovescicale di chemio- o immunoterapici, e l’approccio chirurgico che l’asportazione del tumore dalla parete vescicale per via cistoscopica o l’asportazione dell’intera vescica (cistectomia radicale). La radioterapia può essere considerata in sostituzione della chirurgia nei soggetti non operabili; la  chemioterapia nel caso in cui il tumore si sia diffuso ad altri organi.