Reumatismo articolare acuto

Il Reumatismo articolare acuto, noto anche come febbre reumatica, è una malattia infiammatoria acuta che insorge come complicanza di un’infezione alla gola dovuta allo streptococco ß-emolitico di gruppo A. Coinvolge principalmente cuore, muscoli, articolazioni e sistema nervoso centrale.

La causa di questa patologia è l’infezione batterica che scatena una risposta autoimmune, ovvero il sistema immunitario, anziché difendere l’organismo dallo streptococco, attacca e distrugge i suoi stessi tessuti poiché li riconosce erroneamente come estranei e quindi pericolosi.

La sintomatologia è varia e talvolta viene confusa con i tipici sintomi dell’influenza. Comprende febbre medio-alta; manifestazioni artritiche a spalle, ginocchia, caviglie e polsi; problemi cardiaci; corea di Sydenham (o ballo di San Vito) che provoca movimenti involontari; eritema cutaneo senza prurito o dolore e piccoli noduli sottocutanei che si localizzano per lo più a livello delle articolazioni.

Per una corretta diagnosi del reumatismo articolare acuto è necessario innanzitutto un esame obiettivo dei sintomi. Seguono le analisi del sangue per verificare se vi sono un aumento della velocità di eritrosedimentazione (VES) e della proteina C-reattiva, indice di un’infiammazione in corso; il titolo antistreptolisinico (TAS), ovvero un test che valuta la quantità di anticorpi anti-streptococco presenti nel siero sanguigno; l’elettrocardiogramma e l’ecocardiografia utili a verificare la presenza di anomalie cardiache.

Il trattamento mira a eradicare lo streptococco ß-emolitico, a curare la sintomatologia e a prevenire recidive che possono causare danni irreversibili al cuore, in particolare alle valvole cardiache. Si usano a tale scopo farmaci antinfiammatori (soprattutto FANS e aspirina) per curare l’infiammazione, antibiotici per eradicare l’infezione batterica e farmaci anticonvulsivanti nei pazienti che manifestano i sintomi della corea di Sydenham. Un trattamento prolungato nel tempo con la penicillina aiuta ad evitare l’insorgenza di eventuali ricadute. Al paziente è consigliato anche il riposo per evitare affaticamenti e accelerare i tempi di guarigione.