Morbo di Basedow e ipertiroidismi

La tiroide è una ghiandola endocrina situata alla base del collo che produce tre ormoni importanti per l’organismo: la triiodotironina (T3), la tiroxina (T4) e la calcitonina. Dai primi due ormoni dipende il metabolismo basale, ovvero l’energia minima necessaria all’organismo per svolgere le sue funzioni vitali; la calcitonina, invece, regola la concentrazione di calcio nel sangue.

Un’eccessiva produzione di T3 e T4 a causa di una disfunzione tiroidea determina ipertiroidismo.

Le cause più comuni dell’ipertiroidismo sono legate al morbo di Basedow, al gozzo multinodulare tossico e al morbo di Plummer.

Il morbo di Basedow (conosciuto anche come gozzo tossico diffuso o morbo di Graves) interessa prevalentemente le donne ed è più frequente dopo i sessant’anni di età. I sintomi sono quelli tipici della tireotossicosi: tachicardia, aritmie, fiato corto, tremori alle mano, debolezza, arrossamento del volto, intolleranza al caldo con sudorazione abbondante, problemi intestinali, disturbi mestruali, riduzione della libido e della fertilità. Tipico è l’esoftalmo, cioè la protrusione degli occhi. Si accompagnano anche ansietà, irritabilità, depressione.

Più in generale, gli ipertiroidismi comportano disturbi legati all’accelerazione dei processi metabolici.

Per la diagnosi si utilizzano analisi del sangue, dosando i valori degli ormoni tiroidei liberi (FT3 e FT4) e del TSH,  l’ecografia della tiroide, la scintigrafia tiroidea e l’ecocolor-Doppler per indagare la vascolarizzazione della ghiandola. Nel caso del morbo di Basedow, trattandosi di una patologia su base prevalentemente autoimmune, si valutano gli anticorpi anti-tiroidei.

Una volta stabilita l’origine dell’ipertiroidismo si può procedere con la valutazione del trattamento terapeutico più adatto. In taluni casi si opterà per l’utilizzo di farmaci tireostatici (per esempio, il metimazolo) che riducono l’attività tiroidea; in altri casi si procederà con l’asportazione chirurgica totale o parziale della tiroide o, ancora, con la terapia radiometabolica che prevede l’utilizzo di iodio radioattivo al fine di distruggere in modo selettivo le cellule tiroidee anomale. Nel caso specifico del morbo di Basedow, oltre a farmaci tireostatici, con azione immunosoppressiva, si utilizzano carbonato di litio e propranololo.