Malattia di Alzheimer

La malattia di Alzheimer è un disturbo cerebrale irreversibile e progressivo che distrugge lentamente la memoria e la capacità di pensiero, fino a precludere totalmente la capacità di svolgere anche i compiti più semplici. Nella maggior parte dei casi i sintomi si sviluppano fra i 60 e i 70 anni. La malattia di Alzheimer è la causa più comune di demenza fra gli anziani: la demenza è la perdita del funzionamento cognitivo, ragionamento e memoria, che interferisce con le attività quotidiane dell'individuo. La malattia di Alzheimer è caratterizzata dall'accumulo patologico di due proteine: la beta-amiloide che forma delle placche e la tau che va a formare i cosiddetti grovigli neurofibrillari. La ricerca scientifica sta continuando a svelare i meccanismi complessi che causano l'insorgenza e la progressione della malattia. I danni al cervello, con la formazione delle placche e dei grovigli, possono cominciare anche dieci anni prima che appaiano problemi di memoria o danni cognitivi, senza che ci siano particolari sintomi. I depositi anormali di proteine fanno sì che neuroni sani smettano di funzionare, perdendo connessione con gli altri e morendo. Il danno nell'ippocampo produce la perdita della memoria, ma il danno si propaga al resto del cervello: le parti intaccate si riducono. Proprio la perdita di memoria, un lieve deterioramento cognitivo, è uno dei primi segnali, anche se i sintomi iniziali variano da persona a persona. Con il progredire della malattia si attraversano varie fasi, con perdita progressiva di competenze, difficoltà a riconoscere amici e parenti, fino alla totale assenza di comunicazione.