Ischemia

L’Ischemia è una riduzione o totale interruzione dell’apporto di sangue (e quindi anche di ossigeno e nutrienti) a organi e tessuti dell’organismo. A seconda che la riduzione del flusso sanguigno avvenga in modo repentino e improvviso oppure graduale si distinguono rispettivamente una ischemia acuta (da trattare tempestivamente) e una ischemia cronica. Le cause alla base dell’ischemia sono molteplici, di solito riconducibili a un’ostruzione dei vasi arteriosi (aterosclerosi, trombosi, embolia), a patologie cardiache, ipotensione, eventi traumatici o compressione dei vasi dovuta per esempio a tumori.

I sintomi dell’ischemia variano a seconda degli organi interessati. Formicolii, senso di oppressione, cianosi, spasmi, angina pectoris sono solo alcuni dei segnali d’allarme derivanti dall’interruzione di flusso sanguigno ai distretti corporei. Nell’ischemia cerebrale ulteriori sintomi sono anche deficit della vista, difficoltà a muoversi o parlare, vertigini, mal di testa, perdita di conoscenza o debolezza a una o più parti del corpo. Qualora tali sintomi persistano da pochi minuti a un massimo di 24 ore si parla di ischemia cerebrale transitoria (transient ischemic attack, da cui la sigla TIA con cui si indicano questi episodi ischemici); se presenti invece per un periodo più duraturo, si va incontro a ictus e possibili danni irreversibili al cervello.

La diagnosi dell’ischemia prevede un iniziale esame obiettivo dei sintomi, seguito da un esame strumentale a seconda dell’organo coinvolto. Nel caso dell’ischemia cerebrale, per esempio, ai fini diagnostici sono utili esami ematici, tomografia assiale computerizzata (TC), risonanza magnetica (RM).

In fase acuta, cioè entro le prime ore dall’insorgenza dei sintomi, il trattamento dell’ischemia cerebrale prevede la somministrazione di farmaci capaci di sciogliere il coagulo (trombolisi). In seguito saranno utilizzati anche farmaci antiaggreganti per evitare che si formino nuovi trombi. Più in generale, il trattamento di qualsiasi forma di ischemia prevede il ripristino del flusso sanguigno interrotto e il monitoraggio costante del paziente, nonché una terapia preventiva di episodi futuri con farmaci anticoagulanti (warfarin) e antiaggreganti piastrinici (aspirina).