Ictus

Per Ictus si intende la “improvvisa comparsa di segni e/o sintomi riferibili a deficit delle funzioni cerebrali, non attribuibile ad altra causa se non a vasculopatia cerebrale”. 

L’Ictus può essere più frequentemente:

  • di natura ischemica, l’Ischemia è dovuta a un insufficiente apporto di sangue ad un’area cerebrale che può essere a sua volta causato da una Trombosi (coaguli di sangue) o da un’Embolia;
  • di natura emorragica, l’Emorragia è causata dalla rottura di un vaso. 

Molti fattori di rischio sono modificabili o trattabili (abolizione del fumo, pratica di attività fisica, controllo della pressione arteriosa, della glicemia, del colesterolo, calo del peso corporeo, riduzione dell’uso di alcol, sorveglianza su eventuali aritmie cardiache). 

Il sospetto di Ictus (comparsa di intorpidimento o debolezza a livello del viso, del braccio o della gamba di un solo lato del corpo, confusione mentale, disturbo della parola o della visione, perdita di equilibrio o di coordinazione, violenta cefalea) impone l’ospedalizzazione del paziente in una struttura con letti dedicati (Stroke Unit). 
La tempestività dell’accesso al Pronto Soccorso è fondamentale poiché intervenire repentinamente entro poche ore dall’insorgenza dei primi sintomi può influenzare la possibilità di sopravvivenza o il grado di disabilità residua. 

La disabilità che consegue ad un Ictus va inquadrata nell’ambito di un Progetto riabilitativo individuale PRI che definisce gli obiettivi. Il PRI è mirato al trattamento delle disabilità che possono derivare da menomazioni a carico della funzione sensorimotoria, deglutitoria, articolatoria della parola e delle funzioni cognitive. 

Gli obiettivi a medio/lungo termine per un paziente emiparetico affetto da esiti di Ictus, avviato al trattamento riabilitativo intensivo, sono rappresentati da:

  • raggiungimento del massimo grado di autonomia possibile nello svolgimento delle attività di vita quotidiana;
  • apprendimento del corretto uso di ausili e ortesi eventualmente necessari per compensare disabilità residue non modificabili; 
  • affinamento delle capacità residue ai fini del reinserimento in ambito familiare, sociale e lavorativo e dal miglioramento della qualità di vita.