Gravi cerebrolesioni

La cerebrolesione, o lesione cerebrale, è un danno del cervello (con distruzione delle cellule neuronali) che può verificarsi a qualsiasi età. Quando una lesione di origine traumatica, o anche di altra natura, determina una condizione di coma della durata non inferiore alle 24 ore, oltre che menomazioni sensoriali e motorie che provocano disabilità, si parla di grave cerebrolesione acquisita, nota con la sigla GCA.

Le principali cause delle gravi cerebrolesioni sono: traumi cranio-encefalici, anossie cerebrali (mancanza di ossigeno al cervello a seguito per esempio di un arresto cardiaco), vasculopatie causate da infarto o emorragia.

Quando un paziente si risveglia dal coma conseguente a una grave cerebrolesione gli esiti generalmente sono molto gravi: spesso si tratta di  disabilità multiple e complesse, da gravi menomazioni fisiche a disturbi senso-motori, di comportamento, di attenzione, di linguaggio, di attenzione. Una persona affetta da grave cerebrolesione acquisita necessita di ricovero ospedaliero per trattamenti rianimatori o neurochirurgici di durata variabile, sino ad alcune settimane.

La diagnosi si basa sull’esame neurologico ed esami specifici come la risonanza magnetica (RM) e l’elettroencefalogramma (EEG).

Oltre alla terapia farmacologica, il principale trattamento per questi pazienti  è la riabilitazione. In questo percorso il paziente è seguito da diverse figure: il fisioterapista, il fisiatra, il neurologo, il terapista occupazionale, il neuropsicologo, il logopedista, figura cardine per la riabilitazione dei deficit comunicativi e dell’alimentazione già dalla fase acuta. Nel caso delle GCA i programmi riabilitativi spaziano dal raggiungimento e mantenimento della stabilità internistica (condizione essenziale per iniziare la riabilitazione) al recupero delle abilità tipiche della vita quotidiana, dalla gestione del dolore alla rieducazione delle menomazioni respiratorie, senso-motorie e cognitivo-comportamentali.