Fratture

Il termine Frattura corrisponde a un’interruzione della continuità dell’osso. Una frattura è classificata come semplice se la pelle rimane intatta; esposta se le estremità dell’osso rotto protrudono attraverso la pelle. Se la frattura riguarda solo l'osso è detta isolata, mentre se coinvolge anche i legamenti è detta associata. Le fratture nei bambini sono spesso differenti da quelle degli adulti, le ossa dei più piccoli sono infatti più flessibili ed elastiche; queste fratture assomigliano alla rottura del ramo di un albero giovane e sono chiamate incomplete (parziali) o fratture a legno verde. Le fratture complete invece sono quelle in cui l’osso si rompe o divide completamente in due parti separate.

La diagnosi, oltre che basta sull’evidenza, è supportata da indagini radiografiche. Il trattamento viene eseguito da uno specialista in ortopedia, che esegue manovre di riduzione della frattura e ricorre a un'ingessatura o un tutore.

Per ottenere una effettiva guarigione, le estremità rotte dell’osso devono essere allineate e immobilizzate. Nei casi più gravi, l'ortopedico ricorre all’intervento chirurgico per allineare l’osso e asportare i frammenti ossei e ricorre all’uso di strumenti di fissaggio (placche, viti…). Il processo di guarigione varia nei tempi e nei modi, a seconda del caso specifico. Una frattura inevitabilmente lacera e distrugge i vasi sanguigni che portano nutrimento alle cellule dell’osso. È tuttavia questo danno vascolare che avvia il processo di riparazione. La formazione di un coagulo sanguigno è chiamata ematoma da frattura. Quando l’ematoma viene riassorbito, si forma al suo posto il callo (un tessuto speciale che aiuta a tenere unite le estremità rotte). Se la frattura è allineata e immobilizzata, il callo viene autonomamente modellato e sostituito da osso.