Esiti di trauma cranico-encefalico

Il Trauma cranico-encefalico (TCE) è dovuto a un colpo alla testa di forza sufficiente per causare danni al cervello e, in alcuni casi, coma. Il trauma cranico-encefalico può avere diverse conseguenze e gli esiti tendono a variare di paziente in paziente. È possibile riscontrare vari problemi motori (vedi Paresi e plegia in esiti di trauma cranico e Disturbi di coordinazione motoria), problemi di memoria, disturbi dell’umore e del comportamento (come apatia, agitazione o aggressività), deficit di attenzione o disturbi del linguaggio (vedi Afasie, disartrie e altri disturbi del linguaggio).

La riabilitazione può essere un percorso molto lungo la cui durata varia di caso in caso. Non si tratta, però, soltanto di una serie di interventi medico-sanitari volti a stabilizzare il paziente, ma anche di interventi mirati al suo reinserimento sociale e familiare. Di seguito, proponiamo un breve riassunto delle principali fasi della riabilitazione e del reinserimento del paziente a partire dai momenti immediatamente successivi al trauma.

  • Fase acuta – ospedalizzazione con ricovero in un reparto di cure intensive. In questa fase si cerca di ristabilire i parametri vitali del paziente limitando i possibili danni ed evitando eventuali complicazioni.
  • Fase post-acuta precoce – ospedalizzazione e prime forme di riabilitazione. In questa fase, ancora confinata nella struttura ospedaliera, la riabilitazione mira a ristabilire gradualmente l’autonomia del paziente nell’esercizio delle azioni più basilari.
  • Fase post-acuta tardiva – riabilitazione ambulatoriale. In questa fase, successiva alla dimissione dall’ospedale, si mira a proseguire l’attività di riabilitazione aiutando il paziente a confrontarsi con attività quotidiane più complesse come la gestione della casa e delle risorse economiche o l’utilizzo dei mezzi di trasporto. Durante questa fase, l’attività di riabilitazione coinvolge anche le persone che si prenderanno cura, in futuro, del paziente. Si cerca, quindi, non solo di ampliare l’autonomia del soggetto, ma anche di preparare gli altri a prendersi cura del malato.
  • Fase degli esiti – In quest’ultima fase l’obiettivo è il pieno reinserimento del paziente all’interno della famiglia o, in alcuni casi, in strutture specializzate. Si cerca inoltre di riabituare il paziente a praticare nuovamente attività lavorative e del tempo libero.