Esiti di malattie midollari

Il midollo spinale è la porzione extracranica del sistema nervoso centrale, collocato in un canale al centro della colonna vertebrale; da esso fuoriescono i nervi spinali. Il midollo spinale è suddiviso in quattro sezioni: cervicale, toracica, lombare e sacrale.

Traumi vertebro-midollari possono comportare lesioni del midollo: le più comuni sono dovute a traumi accidentali quali incidenti stradali (45%), cadute (20%) o pratiche sportive (15%), mentre i traumi diretti costituiscono il 15% circa dei casi registrati.

Numerose sono anche le malattie del midollo spinale di natura non traumatica: compressioni a causa di stenosi spinali, ernie del disco, tumori, ascessi. Tra le patologie intrinseche del midollo, l’infarto del midollo spinale (di solito dovuto a un’ischemia verificatasi a livello di un’arteria vertebrale) e le mieliti trasverse (un’infiammazione acuta della sostanza grigia e della sostanza bianca in segmenti adiacenti del midollo). E ancora malformazioni arterovenose, poliomielite, sifilide.

A seconda della sezione midollare danneggiata, i sintomi variano da dolori, debolezza, intorpidimento, spasmi muscolari e perdita di sensibilità agli arti, fino a vere e proprie paralisi che possono coinvolgere gambe, braccia, tronco e muscoli respiratori. Più in generale, i sintomi neurologici interessano le funzioni di cui è responsabile il segmento midollare interessato e quelle di tutti i segmenti sottostanti. Possono manifestarsi anche alterazioni della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna.

Ne derivano gravi e potenziali complicanze quali polmoniti, il dover utilizzare un ventilatore meccanico per respirare, perdita di controllo della vescica e dell’intestino, formazione di coaguli sanguigni che possono causare embolia polmonare. L’infermità e l’allettamento che seguono possono portare alla comparsa di piaghe da decubito. L’esito più grave di una malattia midollare è la morte.

Il primo passo per giungere a una corretta diagnosi è l’esame obiettivo dei sintomi per identificare le funzioni che il paziente ha perso e quindi localizzare con precisione la parte di midollo danneggiata. La tecnica diagnostica più appropriata è la risonanza magnetica; possono essere utilizzati anche accertamenti radiografici e la mielografia accompagnata a tomografia computerizzata (mielo-TC) con mezzo di contrasto.

Il trattamento mira a trattare la causa scatenante e mettere in atto tutte quelle misure per contenere/prevenire l’insorgenza di complicanze.

Riabilitazione, fisioterapia e terapia occupazionale, una volta superata la fase critica, sono essenziali per il recupero della massima funzionalità muscolare possibile e per facilitare le attività quotidiane con tecniche e ausili che compensano le funzioni che fossero andate perdute.