Esiti di concussione cerebrale

La concussione cerebrale è una lesione cerebrale di origine traumatica più o meno grave con o senza perdita di coscienza che ha come conseguenza un danno temporaneo alla funzione cerebrale.

Gli atleti o più in generale chi pratica sport corrono maggiormente il rischio di subire concussioni, soprattutto nel calcio, rugby e hockey.

La concussione può essere causata da un colpo alla testa o al resto del corpo ma che costringe il capo a muoversi con grande velocità esercitando una tale forza tale da causare un movimento rapido di accelerazione e decelerazione del cervello all’interno della scatola cranica.  La compromissione della funzione cerebrale è generalmente di breve durata, una settimana circa e tende a un recupero spontaneo.

I sintomi di una concussione cerebrale variano e possono riguardare diverse funzioni cerebrali. Può esserci o meno la perdita della coscienza e possono presentarsi problemi di equilibrio e di coordinamento motorio, difficoltà nella parola, annebbiamento della vista, stordimento, mal di testa, nausea e vomito, perdita di memoria, calo di concentrazione, vertigini e disturbi del sonno.

La diagnosi si basa sull’esame neurologico: valutazione dei sintomi del paziente, dei riflessi, la sua coordinazione, l’equilibrio, la vista e l’udito. La visita fornirà indicazioni sull’eventuale necessità di eseguire esami diagnostici strumentali quali tomografia computerizzata (TC) o risonanza magnetica (RM). È molto importante osservare l’andamento dei sintomi del paziente nei giorni successivi l’episodio.

Il trattamento si basa soprattutto sull’attento monitoraggio del paziente e il  riposo assoluto. Anche il sonno è di aiuto nel recupero. Inoltre, è bene adottare una serie di misure: evitare di fare attività sia fisiche sia mentali impegnative per l’organismo, il consumo di alcolici e droghe. Possono essere prescritti farmaci per controllare il dolore, quali il paracetamolo e l’ibuprofene (antinfiammatori non steroidei).