Coma

Il Coma, dal greco koma che significa "sonno", è uno stato di incoscienza profondo, diverso dalla morte cerebrale: chi è in coma è vivo, ma non è in grado né di muoversi, né di reagire agli stimoli dell’ambiente circostante, come i cambiamenti di luce e i suoni. In questa condizione c’è la totale assenza di azioni volontarie. Durante il coma il paziente perde le funzioni cerebrali più complesse, mentre la respirazione e la circolazione possono rimanere conservate.

Le cause del coma, sono numerose e varie tra loro. Si va da quelle “strutturali” (quando si ha un aumento della pressione endocranica o in seguito a un’ischemia cerebrale), a squilibri metabolici (ipoglicemia, ipossia [carenza di ossigeno nei tessuti dell’organismo], chetoacidosi [una complicanza acuta del diabete], uremia), a intossicazioni da droga, alcol, tossine.

Alla diagnosi di coma si arriva anche con l'individuazione delle cause scatenanti attraverso la storia clinica del paziente e una serie di esami, tra cui la tomografia computerizzata (TC), la risonanza magnetica (RM), l’elettroencefalogramma (EEG).

Esistono varie scale di misura per valutare la gravità del coma. La più usata è la Glasgow Coma Scale (scala GCS) che si basa sulle risposte del paziente a stimoli dolorosi e verbali e stabilisce il grado di alterazione dello stato di coscienza in base a punteggi che variano da un minimo di 3 (coma profondo) a 15 (paziente sveglio e cosciente).

Gli esiti del coma possono essere i più diversi: dalla completa guarigione alla morte, e ciò in relazione alle cause del coma, all’estensione del danno cerebrale, alla sua posizione e gravità. In genere, la durata dello stato di coma vero e proprio oscilla tra le 4 e le 8 settimane, dopodiché evolve o in stato vegetativo (ripresa della veglia, senza coscienza di sé e dell'ambiente circostante) o in stato di minima coscienza (limitata consapevolezza di sé e dell’ambiente).

Il trattamento del coma è inizialmente in unità di terapia intensiva (dove spesso si induce il cosiddetto coma artificiale per ridurre l’edema cerebrale e instaurare la ventilazione meccanica); passata la situazione di emergenza, l’obiettivo è scongiurare infezioni; fondamentali sono la prevenzione della polmonite e delle piaghe da decubito.