Cirrosi epatica

La cirrosi epatica è una malattia del fegato cronica e progressiva in cui si ha una profonda alterazione della sua struttura dovuta a cause di tipo tossico, alcolico, ma anche cause infettive o di tipo autoimmune. Queste cause, a lungo andare, portano verso un quadro terminale di compromissione tanto anatomica quanto funzionale del fegato.

Le cause più comuni sono l’abuso di alcol, l’infezione da epatite B o C, e la steatosi epatica non alcolica (a sua volta dovuta a sovrappeso, diabete, ipertensione e alti livelli di grassi nel sangue).

Anche i sintomi non si presentano subito, ma con il progredire della condizione; essi sono principalmente stanchezza, prurito, edema agli arti inferiori, una raccolta di liquido nella cavità peritoneale (che prende il nome di ascite), riduzione delle piastrine con alterazioni della coagulazione e facili sanguinamenti (ecchimosi e petecchie) e un colorito giallo della cute (da cui il nome – il termine cirrosi deriva infatti dal greco e significa giallastro).

La diagnosi è fondata su specifici esami del sangue e sulla biopsia epatica. L’ecografia consente di visualizzare le alterazioni anatomiche, mentre la tomografia computerizzata e la risonanza magnetica permettono la stadiazione della malattia.

È fondamentale la prevenzione: non assumere alcolici, o farlo con moderazione, e la vaccinazione contro l’epatite B sono le classiche misure preventive.

Circa il trattamento, più che altro, si possono usare farmaci che riducono le complicanze della malattia, come quelli che contrastano il gonfiore di arti e addome, l’encefalopatia epatica, la dilatazione delle vene esofagee (queste ultime sono gravi complicanze della malattia). Nei casi di cirrosi su base autoimmune si può far ricorso a farmaci steroidei.

Per i casi più gravi, senza alcuna possibilità di trattamento, viene preso in considerazione il trapianto di fegato.