Cefalea e cefalee mattutine

La Cefalea, comunemente chiamata “mal di testa”, è una forma di dolore più o meno intenso e persistente che può colpire qualsiasi parte del capo e del collo. Può manifestarsi a qualunque età, e con intensità diverse arrivando a impedire al soggetto di svolgere le attività quotidiane.

Le cefalee si suddividono in:

  • primarie – non dipendono da un disturbo specifico, ne sono un esempio l’emicrania, la cefalea muscolo-tensiva e la cefalea a grappolo;
  • secondarie – possono derivare da disturbi che interessano la testa e il collo (occhi, cervello, denti, orecchie, nuca) o anche diffusi a tutto il corpo (sistemici).

I sintomi possono presentarsi già al risveglio la mattina: quando questa presentazione è tipica, si parla di cefalea mattutina. Oltre al dolore possono comprendere numerose altre manifestazioni, come nausea, fitte alle tempie, difficoltà ad aprire bene gli occhi, irritabilità, ipersensibilità alla luce e ai rumori. Le cause possono essere molteplici. Le più comuni sono:

  • la cattiva qualità del sonno provocata da insonnia, stress, ansia, incubi ricorrenti, durata insufficiente del riposo, oltre che da inopportune stimolazioni sensoriali;
  • le apnee notturne che non permettono un’adeguata ossigenazione del cervello e fanno sentire la persona molto stanca;
  • il bruxismo, ovvero il digrignamento dei denti, che porta a un affaticamento dei muscoli della mandibola;
  • il ciclo mestruale, che comporta una fluttuazione del livello di estrogeni;
  • l’assunzione, in dosi eccessive, di sostanze come la caffeina e l’alcol o, al contrario, la scarsa quantità di acqua bevuta durante il giorno (disidratazione);
  • l’abuso di farmaci analgesici per far passare il dolore, in quanto questi, con un impiego cronico, hanno un effetto controproducente;
  • la postura scorretta a letto e la necessità di muovere spesso gli arti inferiori (sindrome delle gambe senza riposo).

La diagnosi è effettuata sull’analisi dei sintomi e dell’esame neurologico, mentre se si sospettano cause più gravi (infezioni, emorragie) si ricorre alla risonanza magnetica (RM), alla tomografia computerizzata (TC) o alla puntura lombare.

Il trattamento, in genere, prevede l’assunzione di farmaci come il paracetamolo, gli antinfiammatori non steroidei (FANS), o i triptani, ma è consigliato anche modificare il proprio stile di vita, per esempio osservando gli stessi orari di riposo, privilegiando una dieta sana e l’attività fisica, dormendo in una stanza il più possibile buia e con una temperatura bassa, scegliendo cuscini e materasso adeguati.