Cardiopatie congenite nell'infanzia, nell'adolescenza e nell'adulto

Le cardiopatie congenite (si veda anche Cardiopatia) sono malformazioni che riguardano il cuore e i grossi vasi, e possono essere semplici come estremamente complesse. Sono presenti già dalla nascita e le cause non sono ancora del tutto conosciute, anche se alcune cardiopatie possono essere ricondotte ad alterazioni cromosomiche.

L’origine è dovuta a un’anomalia nello sviluppo del cuore durante le prime settimane di gestazione; generalmente esse non causano problemi al feto, ma diventano sintomatiche dopo la nascita. A volte non compromettono la qualità di vita, ma nei casi più gravi possono avere conseguenze anche molto gravi.

La diagnosi può essere fatta già durante la gravidanza attraverso l’ecocardiogramma fetale, o altri esami strumentali per i casi più complessi. Nei casi in cui la diagnosi non sia posta durante la vita fetale, alcuni sintomi, come un soffio al cuore, possono far sospettare una cardiopatia. Ci sono casi in cui non si manifestano sintomi anche per mesi o anni.

Per le cardiopatie più gravi, il trattamento deve essere tempestivo: devono essere diagnosticate e gestite immediatamente in epoca neonatale. Per una migliore qualità di vita del bambino e per il suo inserimento sociale è bene che la terapia chirurgica sia effettuata entro i primi anni di vita. I progressi della medicina in ambito cardiologico e cardiochirurgico, in particolare negli ultimi trent’anni, hanno permesso a un numero crescente di persone nate con cardiopatie congenite di diventare adulte (ad oggi circa il 90%); certo per costoro andranno programmate visite di controllo in modo regolare per evitare l’insorgere di altre patologie correlate sia di tipo cardiologico (quali per esempio alterazioni elettrofisiologiche, malattie valvolari, disfunzione miocardica, lesioni vascolari sistemiche o polmonari) sia di medicina generale, quali infezioni e il sopravvenire di complicazioni nel corso di gravidanze.