Calcolosi urinaria

La Calcolosi urinaria consiste nella formazione, nell’apparato urinario, di masse più o meno grandi, simili a sassolini, derivanti dalla precipitazione di sali inorganici o sostanze organiche presenti in quantità eccessiva. Le componenti più comuni sono l’ossalato di calcio e l’acido urico, mentre meno frequenti sono il fosfato di calcio e la cistina. La struvite, formata da magnesio, fosfato e ammonio, dà vita ai cosiddetti calcoli infettivi nelle urine infette. Tali aggregati possono crearsi nei reni, negli ureteri o nella vescica. Di qui la distinzione fra calcoli renali, ureterali e vescicali.

La patologia è lievemente più diffusa tra gli uomini, tende a manifestarsi nella fascia d’età compresa fra i 30 e i 50 anni, e a recidivare molto spesso dopo cinque anni. All’origine possono esservi vari fattori: la familiarità, una dieta povera di liquidi e ricca di proteine animali o vitamina C, il sottoporsi a intervento chirurgico quale metodo per perdere peso (chirurgia bariatrica).

Se i calcoli di piccole dimensioni sono tipicamente asintomatici, quelli più grandi causano dolore intenso e intermittente, noto come colica, che si dirama tra le coste, l’anca, l’addome e la regione genitale. Il soggetto può manifestare la necessità di urinare ripetutamente, provare bruciore o osservare sangue durante la minzione, presentare febbre, nausea o vomito.

Oltre ad analizzare i sintomi, il medico può giungere alla diagnosi sottoponendo il paziente all’ecografia o alla tomografia computerizzata (TC) senza contrasto, la quale consente di risalire al grado di ostruzione delle vie urinarie.

Per alleviare i dolori provocati dalle coliche, vengono somministrati farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). I calcoli oltre i 5 mm o localizzati vicino ai reni vengono in genere curati tramite la somministrazione di farmaci (i calcio-antagonisti e gli alfa-bloccanti come la tamsulosina ne aiutano l’espulsione spontanea), oppure ricorrendo alla loro asportazione (chirurgia endoscopica) o ancora frantumandoli (litotrissia extracorporea a onde d’urto). Per contribuire ad espellere i calcoli attraverso le urine, senza dover intervenire in altro modo, è consigliato bere molta acqua.