Aneurisma dell'aorta

L’aorta è la più grande e importante arteria del corpo umano: ha origine dal ventricolo sinistro del cuore e attraverso le sue ramificazioni porta il sangue ossigenato a tutti i distretti corporei. È lunga circa 30-40 cm, e ha un diametro di ben 2,5-3,5 cm.

Per diverse ragioni (invecchiamento, ipertensione arteriosa, fumo di sigaretta, malattie genetiche del tessuto connettivo come la sindrome di Marfan e la sindrome di Ehlers-Danlos), l’aorta può andare incontro a una dilatazione anomala, permanente: si parla in questo caso di Aneurisma (in greco antico aneurysma significa infatti "dilatazione"), una condizione potenzialmente grave che può arrivare a costituire una minaccia per la sopravvivenza del paziente.

L'aneurisma può interessare:

  • la radice aortica, cioè il primo tratto dell’aorta ascendente, quello in uscita dal ventricolo sinistro;
  • il tratto toracico, cioè lungo il percorso dell’aorta sino al diaframma;
  • il tratto addominale, cioè in un qualunque punto dell’aorta addominale.

In conseguenza di un aneurisma, la parete del vaso sanguigno, nel tratto interessato, diventa più sottile con rischio di rottura; inoltre, si ha una alterazione marcata del flusso sanguigno con possibile formazione di coaguli di sangue (i cosiddetti emboli), che può preludere a un ictus o a ostruzioni vascolari.

Un aneurisma aortico è di solito asintomatico sino a quando non raggiunge dimensioni cospicue o addirittura va incontro a rottura. Dolore nella parte alta della schiena, difficoltà respiratorie, tosse (per un aneurisma del tratto toracico), dolore addominale e nella parte bassa della schiena, pulsazioni a livello dell’ombelico, dolore agli arti inferiori (per un aneurisma del tratto addominale) sono i possibili sintomi attraverso cui esso si manifesta. In caso di rottura, i sintomi sono molto più manifesti e drammatici (nausea, vomito, intensa sudorazione, perdita di conoscenza, difficoltà respiratorie).

Per una diagnosi, oltre all’esame clinico, possono essere utili accertamenti radiologici, l’ecografia, la tomografia computerizzata (TC) oppure la risonanza magnetica (RM).

Nel caso di una dilatazione aortica di dimensioni ridotte, è preferibile limitarsi all’osservazione e al monitoraggio periodico sottoponendo il paziente a periodiche ecografie e mettendo in atto tutte quelle misure preventive volte a contrastare un’ulteriore dilatazione e a prevenire la rottura. Possono anche essere utili farmaci quali statine, che controllano iperlipidemia, e i beta-bloccanti o gli antagonisti dei recettori dell’angiotensina II per contrastare l’ipertensione. Anche il mettere in atto un corretto stile di vita è molto importante ai fini preventivi. L'intervento, invece, è indicato in caso di aneurismi di grandi dimensioni, quando c’è un concreto rischio di rottura.