Che cos'è un tampone molecolare

“Per capire se si è contratta l’infezione da coronavirus bisogna sottoporsi al tampone naso-faringeo. Tale tampone consiste nel prelievo, tramite un bastoncino flessibile cotonato, di mucosa presente nelle prime vie respiratorie, che è la zona migliore per cercare la presenza di virus respiratori.

Il tampone viene inserito in un liquido che è un terreno di trasporto adatto a mantenere la vitalità del virus, sigillato e trasportato a temperatura controllata direttamente al laboratorio di microbiologia. 

Qui viene sottoposto a una metodica di biologia molecolare, denominata Reverse Real-Time PCR (rRT-PCR), che consente l’amplificazione del genoma, in questo caso RNA, dei microrganismi virali e l’individuazione di casi positivi da presenza di SARS-CoV-2.

Questo è il metodo più affidabile per rilevare anche concentrazioni molto basse di RNA virale.

Se il tampone è negativo, vuol dire che non è stata rilevata la presenza del virus nel paziente, che è risultato non affetto e non risulta essere contagioso. Il soggetto può riprendere le normali attività. Tuttavia si consiglia di sottoporsi al tampone almeno 72 ore dopo l’eventuale esposizione al contatto con un soggetto positivo, in quanto, se il tampone viene eseguito troppo presto, il virus non ha ancora avuto tempo di replicarsi e il tampone potrebbe dare esito negativo e deve essere ripetuto.

Se il tampone è invece positivo significa che è stata rilevata la presenza del virus nel campione in esame, di conseguenza la persona è da considerarsi infetta ed è a rischio di trasmettere la malattia.

L’infezione può anche non essere associata alla presenza di sintomi ma è comunque necessario rivolgersi al proprio medico curante”.

Antonella Navarra

Responsabile
Servizio centrale Medicina di laboratorio