Patologie che richiedono interventi di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica

La chirurgia plastica è una disciplina multifunzionale e ampiamente versatile che può quindi trovare applicazione in un larghissimo spettro di patologie sia mediche sia strettamente chirurgiche.

La chirurgia plastica si basa principalmente sul trattamento delle patologie dei tessuti molli superficiali, ossia tutto ciò che “riveste” il corpo umano, con una specifica e particolare attenzione per la cute.

Proprio in considerazione del largo spettro di patologie di cui può occuparsi, anche il ventaglio di pazienti potenzialmente candidabili a procedure di chirurgia plastica è particolarmente ampio.

Per quanto riguarda i trattamenti di origine strettamente medica, le due grandi branche di patologie oggetto di trattamento da parte del chirurgo plastico sono le ustioni e le ulcere.

Le ustioni, che possono essere provocate da agenti chimici o fisici, comportano il danneggiamento della cute e dei tessuti sottostanti a essa con diversi gradi di gravità, a seconda dell’entità del danno provocato dall’agente ustionante. Se il trattamento di primo soccorso in caso di ustioni più o meno gravi è spesso pertinenza del paramedico e dei soccorritori, il trattamento specifico di secondo livello e la gestione delle complicanze, nonché degli esiti di un’ustione, sono prerogativa specifica del chirurgo plastico, meglio se presso centri iperspecializzati nella gestione di tale patologia.

La seconda importante patologia medica che impegna il chirurgo plastico è tipicamente quella rappresentata dalle ulcere cutanee, ossia dalla perdita progressiva di tessuti sani senza capacità spontanea di ricostruzione tissutale. Molte condizioni possono portare allo sviluppo di ulcere cutanee: dal decubito di pazienti allettati, a patologie autoimmuni e vascolari, sino a traumi di diversa origine. Il ruolo del medico in questo caso è quello di invertire la tendenza dei tessuti a non guarire, intervenendo sui fattori che possono limitare la riepitelizzazione.

Per quanto riguarda l’ambito strettamente chirurgico, più tipicamente pertinenza del chirurgo plastico, sono diverse le patologie che richiedono applicazione specifica.

Tra le principali applicazioni, la ricostruzione di tessuti sottoposti a demolizione oncologica, in primis la mammella, ma senza dimenticare qualunque altra zona del corpo umano. Qualunque sia l’area coinvolta da un intervento di demolizione oncologica con perdita di tessuti, o con alterazioni post-traumatiche, il ruolo del chirurgo plastico consiste nel cercare di ottenere una restitutio ad integrum dei tessuti danneggiati, applicando tecniche di ricostruzione tissutale mediante allestimento di lembi o innesti o ancora – in casi specifici, su tutti la mammella – mediante l’utilizzo di impianti protesici temporanei o definitivi.

Altra grande branca che coinvolge la chirurgia plastica è il trattamento degli esiti di obesità, ossia di quei pazienti che, al termine di processi di dimagrimento di ampia entità (tramite specifiche diete o interventi di chirurgia bariatrica), presentano importanti eccessi di cute e tessuti molli che limitano gravemente il ripristino di una normale quotidianità e di una immagine corporea più consona al nuovo livello ponderale. Questo tipo di disciplina chirurgica consiste fondamentalmente nel rimuovere tali eccessi cutanei, tipicamente in sedi quali addome, arti superiori e inferiori, mammelle e dorso, cercando di “mascherare” il più possibile gli esiti cicatriziali residui.

Ulteriore materia oggetto del trattamento da parte del chirurgo plastico è rappresentata dalla cura delle patologie della mano, sia di relativamente piccola entità (dal tunnel carpale, al morbo di Dupuytren, al dito a scatto o tenosinoviti di diversa origine), sia di importante entità, quali grandi traumi con avulsione parziale o completa di dita e mani, meritevoli di interventi chirurgici altamente specialistici di tipo microchirurgico.

In ultimo, non si può dimenticare il ruolo del chirurgo plastico nel trattamento di inestetismi e degli esiti di “invecchiamento”, configurando quindi il particolare campo della chirurgia estetica, la quale può occuparsi del rimodellamento e ringiovanimento di qualunque distretto tissutale: dal volto, alla regione mammaria, all’addome, agli arti superiori e inferiori.