Ferite e ulcere di varia natura conseguenti a intervento chirurgico

Le ferite e le ulcere chirurgiche sono lesioni della cute comparse a seguito di un intervento, che dovrebbero andare incontro a guarigione in un intervallo di tempo definito. A seconda di come si rimargina la ferita si parla di chiusura per prima intenzione (i lembi della ferita sono accostati l’uno all’altro, non presentano secrezioni e guariscono rapidamente) o per seconda intenzione (i lembi della ferita non sono stati ben accostati tra loro a causa di una perdita di materiale, guariscono più lentamente e possono essere necessari dei drenaggi). Uno dei problemi più frequenti delle ferite e ulcere chirurgiche viene dalla loro infezione. Quando una ferita o un’ulcera è infetta, la parte circostante risulta arrossata e particolarmente calda. Si può inoltre notare il biofilm, quel sottile strato di materiale (di colore biancastro, tendente al giallo) che viene prodotto dai batteri e che appare aderente al letto della lesione. Il biofilm rallenta la guarigione e rappresenta un focolaio di infezione, facendo da barriera all’azione degli agenti microbici come gli antibiotici o gli antisettici.

Il trattamento di una lesione cutanea prevede l’eliminazione dei fattori locali che ostacolano il processo di guarigione per favorire i processi di riparazione tessutale. L’obiettivo è rimuovere il biofilm e l’eventuale abbondante essudato: per pulire la ferita si possono utilizzare antisettici (come la clorexidina) e antimicrobici (come l’argento ionizzato).