La ricerca. Re-Hub-ILITY, la salute

Nell’Italia che invecchia e che convive con più malattie croniche, una ricerca che guarda al futuro: intelligenza artificiale e Big Data usati per combattere il decadimento fisico e cognitivo, anche “teleguidando” paziente e famigliari a un’attività di riabilitazione neuromotoria a domicilio. Con beneficio di chi è ammalato ma anche rendendo sostenibile il Servizio Sanitario Nazionale-SSN messo a rischio dalle tendenze demografiche del Paese.

A fine febbraio, praticamente in coincidenza col lock-down, è partito all’IRCCS Maugeri di Pavia il progetto di ricerca Rehabilitative pErsonalized Home System and vIrtuaL coaching for chronIc Treatment in elderlY (RE-Hub-ILITY), studio multidisciplinare guidato dalla stessa Maugeri, con l’Ateneo pavese come subcontractor per alcune attività tecnologiche, e a cui partecipano il Dipartimento di Ingegneria della Federico II di Napoli, e alcune aziende innovative della Lombardia.

Finanziato da Regione Lombardia per 3,8 milioni di euro, nell’ambito dei fondi europei Programma Operativo Regionale (POR) Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2014-2020, RE-Hub-ILITY punta infatti a creare un sistema per la medicina riabilitativa al domicilio del paziente, con tecnologie in grado di offrire allo stesso paziente e ai suoi familiari informazioni e dati guidandolo nell’esercizio fisico terapeutico e controllando l’aderenza alle terapia farmacologiche, fino a dare risposte immediate ad alcuni interrogativi, usando l’intelligenza artificiale. Un sistema che vuole anche ridurre le riacutizzazioni e le riospedalizzazioni.

Principal investigator è Antonio Nardone, primario di Neuroriabilitazione all’IRCCS Pavia e ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa nell’ateneo pavese, dove dirige anche la Scuola di specializzazione della stessa disciplina. “La piattaforma a cui abbiamo pensato e che sperimenteremo”, dice Nardone, “in connessione con i reparti dei nostri Istituti di Pavia, Lumezzane (BS) e Milano e con i Living Lab di Terapia occupazionale dei primi due, vuole proprio creare strumenti che rendano gradevole l’esercizio fisico, col ricorso agli exergame, giochi elettronici studiati per far svolgere al paziente precisi movimenti interagendo con un monitor, e altri dispositivi, indossabili e d’ambiente”.

“Alla Maugeri”, sottolinea Mario Melazzini, amministratore delegato, “sappiamo che far ricerca significa fare rete, connettere sapere e capitale umano continuamente. Questo progetto, lo dimostra plasticamente, così come esalta la nostra capacità collaborativa con l’Università di Pavia, con cui l'interscambio è sempre più ricco in tutta l'area medica ma non solo, grazie ai 18 accademici che svolgono presso di noi l'attività clinica e di ricerca.  Saper competere”, conclude Melazzini, “è importante ma saper cooperare è decisivo”.