Medicina del dolore

La Terapia del dolore è una branca recente della medicina e ancora poco conosciuta, frequentemente abbinata alle Cure palliative che dedicano ogni sforzo al paziente terminale, affetto dal cancro. La Terapia del dolore si occupa prevalentemente del dolore causato da malattie, che nulla hanno a che vedere con il tumore e che possono accompagnare purtroppo in periodi più o meno lunghi della vita. Si faccia riferimento al mal di schiena e al dolore da degenerazione articolare, ai dolori muscolari, alle nevralgie e alla cefalea, ai dolori che permangono a seguito di traumi o interventi chirurgici non risolutivi.

Una diagnosi, quella dell’origine del dolore, che è sempre complicata da realizzare come, altrettanto complicata, è la comprensione del dolore che “non si vede” e “non si misura”. Poiché ogni paziente ha un quadro clinico diverso e complesso il primo compito di un terapista del dolore è quello di eseguire una diagnosi accurata, che lo porti all’origine del dolore, ovvero alla scoperta di quei meccanismi e di quei fattori che generano il dolore.

All’IRCCS Pavia si pone una particolare attenzione al momento diagnostico, così come alla comprensione delle conseguenze psicologiche e sociali che il lungo persistere del dolore ha provocato nel paziente sofferente, anche perché alla base del successo della cura vi è la relazione d’aiuto e l’empatia che insorgono tra paziente e medico.

Dalla diagnosi dei meccanismi responsabili del dolore nasce la scelta personalizzata della cura. Le possibilità terapeutiche contro il dolore sono tante e vanno dalla “combinazione” di opportuni farmaci più o meno analgesici, all’esecuzione di procedure infiltrative o chirurgiche mininvasive più o meno complesse. Una vera e propria lotta contro il dolore che porta, a volte, ad una completa vittoria, altre a un parziale controllo del dolore stesso. Da sempre ci si è resi conto che in alcuni pazienti la cura, proprio per la natura e in relazione alla irreversibilità della causa che sottende al dolore, richiede una relazione continua basata su periodici controlli e modifiche del trattamento.

Le “armi” terapeutiche contro il dolore

All’origine del dolore vi è frequentemente un processo infiammatorio che interessa le articolazioni, i muscoli o le vie nervose. In questi casi vengono eseguiti i cosiddetti “blocchi”, ovvero la somministrazione di farmaci analgesici e antinfiammatori proprio nella sede colpita. Per la corretta esecuzione dei blocchi si utilizzano sistemi di controllo come l’ecografia e la fluoroscopia. Nelle gravi patologie neurologiche periferiche a Pavia si eseguono da trent’anni interventi di neurostimolazione spinale e periferica  in tutte le modalità oggi possibili. Nelle forme ancor più gravi, si propone le neuromodulazione spinale, basata sull’impianto di sistemi di infusione che somministrano continuamente farmaci vicino al midollo spinale.

Nella cura del mal di schiena giocano un ruolo importante gli interventi sul disco intervertebrale, sulle faccette articolari, sulle articolazioni sacro-iliache e sulle radici spinali. Le tecniche utilizzate sono di varia natura e vanno dalla neuromodulazione a radiofrequenza, alla termolesione, alla crioneuromodulazione; tecniche di decompressione del disco con laser o radiofrequenza o iniezione di protesi di gel discale. Si tratta di tecniche che vengono utilizzate anche nel trattamento del dolore articolare delle ginocchia, delle anche e delle spalle. Gli interventi citati, oltre a ridurre il consumo di farmaci e quindi dei loro effetti collaterali, tolgono il dolore per lunghi periodi e sono ripetibili al bisogno. Tra le patologie meno frequenti, ma terribilmente invalidanti, che vengono curate vi sono la nevralgia essenziale del trigemino, le neuropatie periferiche di varia origine e tipologia, la neuropatie post-herpetiche, i cedimenti e le fratture vertebrali, le aracnoiditi e le stenosi del canale vertebrale.

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